Web CEO 8.0: nuove funzioni disponibili per i SEO

web ceo 8.0

Chi lavora in ambito SEO non può non conoscere uno dei software più utili che possono venire incontro alle necessità quotidiane di chi pera in questo settore, Web CEO per l’appunto. Non mi soffermerò sulle numerose funzionalità che questo software offre, tra quelle che utilizzo più spesso vi è il controllo della posizione delle keyword sui vari motori di ricerca e l’analisi dei backlink.

Oggi ho ricevuto un’email che annunciava l’uscita la nuova versione di Web CEO, la 8.0. Vediamo quali sono le novità più significative introdotte in questa versione:

  • Miglioramenti generali nella gestione dei progetti
  • Migliorata la funzione che verifica il rank delle keyword su Google e le indicazioni sull’ottimizzazione dei siti web
  • Funzione per promuovere blog in directory e motori di ricerca per blog
  • Inclusione del valore dal PageRank nei report relativi alla link popularity
  • Search Engine Position History per vedere l’evoluzione del posizionamento nel tempo

Come vedete nulla di rivoluzionario in Web CEO 8.0 ma delle utili funzioni aggiuntive che faranno apprezzare ancora maggiormente questo software che potete anche provare se non l’avete ancora fatto scaricando la versione gratuita all’indirizzo http://www.webceo.com. Se invece volete vedere le funzionalità aggiuntive offerte dalle versioni a pagamento potete visualizzarle alla seguente pagina: http://www.webceo.com/pricing/comparison-chart.htm.

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Canonizzazione degli URL: evitiamo i contenuti duplicati con il tag canonical

canonizzazione degli url

L’URL canonicalization o in italiano canonizzazione degli URL è il processo messo in atto da Google per scegliere quale è il migliore URL avendo a disposizione una serie di alternative, ad esempio su quale sia l’home page del sito web. Vediamo il problema nella pratica, in molti siti i seguenti URL

  • www.miosito.it
  • miosito.it/
  • www.miosito.it/index.html

corrispondono esattamente alla stessa pagina e sono raggiungibili digitando tutti e tre gli indirizzi. Dunque visualizziamo la stessa pagina con tre indirizzi che sono “tecnicamente” differenti agli occhi di Google che quindi dovrà scegliere quale di essi sia il più adatto per essere l’home page del vostro sito web.

Un altro problema (che affronterò nella seconda parte di questo articolo) riguarda le pagine interne del sito, capita spesso che un pagina con lo stesso contenuto sia raggiungibile da più URL differenti.

La mancata gestione della canonizzazione degli URL comporta dispersione del PageRank, maggior numero di pagine da indicizzare, sfruttamento non ottimale della link popularity con conseguente perdita di posizioni nelle SERP rispetto ad avere lo stesso sito ma con gli URL canonizzati.

Per aiutare Google nella capire quale è il vostro URL preferito la prima cosa che conviene fare è gestire correttamente i link (sia interni al sito, sia possibilmente i backlink) in modo che puntino correttamente all’URL nella forma da voi prescelta.

La soluzione migliora tuttavia per gestire in maniera corretta la canonizzazione degli URL, ovvero ricondurre tutte le possibili forme di URL verso quella prescelta è quella di farlo attraverso dei redirect di tipo 301.

Se ad esempio l’URL che preferite per l’home page del vostro sito è nella forma www.miosito.it allora dovrete fare in modo se un utente digita (o linka) URL quali http://miosito.it  o www.miosito.it/index.html attraverso un redirect 301 egli (o lo spider) venga rediretto a www.miosito.it.

Nel caso il vostro sito web sia raggiungibile ed indicizzato in entrambe le forme http://miosito.it e www.miosito.it non utilizzate i webmaster tools per rimuovere gli URL indicizzati nella forma non desiderata, lo stesso Matt Cutts sconsiglia questa pratica, gestire invece dei redirect 301 ed aspettate che Google lo indicizzi correttamente.

Un’altra cosa che si può fare per specificare nei Google webmaster tools sotto la voce Impostazioni quale è il vostro dominio preferito, nel casi di questo blog ad esempio:

dominio preferito

Canonizzazione di singole pagine con il nuovo tag rel=”canonical”

La situazione precedentemente esposta è abbastanza semplice da gestire (anche se molte volte questa problematica non viene presa in considerazione degli sviluppatori) ma vi sono tuttavia situazioni più complesse in cui si può avere che la stessa pagina di un sito web è raggiungibile tramite URL differenti (con parametri passati in querystring diversi). Agli occhi dei motori di ricerca quindi il nostro sito web potrebbe avere pagine identiche di contenuto ma raggiungibili da URL differenti.

Per ovviare a questo problema il 12 febbraio 2009 Google ha annunciato l’introduzione di un nuovo tag: rel=”canonical”. Questo tag consente di specificare la versione preferita dell’URL che Google dovrebbe indicizzare (e visualizzare nelle SERP).

Vediamo un esempio concreto per capire meglio, abbiamo un e-commerce in cui vendiamo un prodotto che ha codice 12345. La pagiana a cui l’utente visualizza il prodotto ha un URL così strutturato:

  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345

Fin qui tutto normale.

Il prodotto di cui parliamo potrebbe però appartenere ad una specifica categoria, e quindi essere linkato anche con la categoria passata in querystring:

  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345&categoria=nome-categoria

Il nostro e-commerce però ha anche uno o più affiliati che pubblicizzano il nostro prodotto sui loro siti web, per gestire le vendite realizzate tramite affiliazione viene fornito agli utenti un ID Affiliato (aid) con cui linkare la pagina del prodotto. Avremo quindi che l’affiliato 777 linkerà la pagina di quel prodotto in questo modo:

  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345&aid=777

Avremo quindi tre diversi URL che visualizzano la stessa pagina con lo stesso contenuto, tutte linkate da qualche altra pagina ed i link seguiti da Googlebot. Secondo voi se un utente cercherà su Google il nome di quel prodotto quale di queste pagine verrà visualizzata da Google nella SERP?. Difficile dirlo a priori in quanto possono rientrare in gioco diversi fattori.

Con il nuovo tag rel=”canonical” Google fornisce ai webmaster la soluzione a questo problema.

Poniamo il caso che il nostro URL preferito sia quello nella forma http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345, basterà semplicemente aggiungere il tag <link> per specificare la nostra versione preferita.

  • <link rel=”canonical” href=”http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345″ />

Tale tag va aggiunto nella sezione <head> delle pagine con il contenuto duplicato:

  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345&categoria=nome-categoria
  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345&aid=777

e Google capirà che tali pagine duplicate sono riferite all’URL canonico

  • http://www.mioecommerce.it/prodotto.php?codice=12345.

Le proprietà di queste pagine, quali il PageRank vengono trasferite dalle pagine duplicate all’URL originale che è stato specificato, consentendo di sfruttare al meglio la link popularity del sito web.

Alcune note:

Questa soluzione deve essere adottata solo per le pagine presenti su un unico dominio, se avete spostato delle pagine su un dominio differente Google consiglia di utilizzare sempre il redirect 301.

Per specificare l’URL canonico si può utilizzare anche il path relativo, ad esempio: <link rel=”canonical” href=”prodotto.php?codice=12345″ />. Yahoo! tuttavia consiglia di utilizzare path assoluti per evitare possibili errori.

Il tag rel=”canonical” può essere utilizzato anche se le pagine non sono esattamente identiche ma hanno delle lievi differenze, per esempio nell’ordinamento di una tabella di prodotti.

Il nuovo tag non funziona solo con Google ma ha lo stesso effetto anche per Yahoo! ed MSN.

Il tag gode della proprietà transitiva (almeno per Yahoo!). Se la pagina A afferma che B è il suo URL canonico e B afferca che C invece è il suo URL canonico quest’ultimo verrà considerato come la canonizzazione sia di A che di B.

Questo tag viene trattato da tutti i motori di ricerca come un “suggerimento” che potrebbero non seguire in particolari situazione (es. se provate ad utilizzarlo con pagine con contenuti differenti).

Considerazioni sull’introduzione del nuovo tag rel=”canonical” e questioni aperte

SEOmoz definisce l’introduzione del nuovo tag uno dei più importanti sviluppi nel mondo SEO dall’introduzione del protocollo sitemap.

Personalmente devo dire che nei progetti che ho seguito ho sempre cercato di evitare che una singola pagina possa essere raggiunta da più url differenti attraverso tecniche di URL rewriting e redirect 301, tuttavia vi possono essere alcune situazioni in cui queste soluzioni non sono applicabili quindi ben vengo l’introduzione di questo nuovo tag.

Questo nuovo tag infatti è meno impegnativo da implementare di un redirect 301 e la differenza è sostanziale, mentre il redirect reindirizza sia visitatori che spider il tag canonical serve unicamente per i motori di ricerca quindi si possono più facilmente tracciare i visitatori che giungono ai vari URL dello stesso prodotto.

Dal punto di vista del posizionamento la canonizzazione degli URL aiuta a concentrare il PageRank e gli altri fattori unicamente su di una pagina, consentendo di sfruttare al meglio la link popularity di cui gode un sito. Trovo questo nuovo tag molto utile soprattutto per i siti che devono gestire numerosi affiliati.

Nei prossimi mesi numerosi SEO inizieranno ad utilizzare questo nuovo tag e quindi potremo avere dei risultati su cui lavorare, tra le questioni che rimangono ancora aperte le più importanti riguardano il grado di tolleranza dei vari motori di ricerca per contenuti leggermente differenti e se questo nuovo tag avrà la stessa “forza” di un redirect 301 o sarà meno effettivo, servirà quindi del tempo e vari test per valutare questi aspetti.

Qualcuno di voi ha già condotto dei test? Con quali risutati?

Update: 16 febbraio 2009

Matt Cutts ha pubblicato alcune slide che ha utilizzato per presentare il nuovo tag insieme ad altre informazini: http://www.mattcutts.com/blog/canonical-link-tag/

fonte immagine

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Google Sitemap Generator: guida all’installazione e configurazione

Credo che chi legge questo post sappia bene cos’è una sitemap XML e quale è la sua funzione, su questo non mi dilungherò, è un argomento oramai trattato su centinaia di blog e forum.

Poche settimane fa Google ha rilasciato un strumento open source per creare le proprie sitemap XML. Tale strumento (rigorosamente in fase beta) trova in automatico le nuove pagine generate e quelle vecchie modificate basandosi sul traffico del server, i file di log ed i file che trova sul server. Combinando questi tre metodi il Google Sitemap Generator dovrebbe essere molto efficace nel trovare gli URL ed calcolare i rispettivi metadata per generare una sitemap XML il più accurata possibile.

Il tool può quindi creare le seguenti tipologie di sitemap:

  • sitemap XML per la ricerca web;
  • sitemap per cellulari;
  • sitemap per Google Ricerca Codici.

Google Sitemap Generator inoltre può pingare Google Blog Search ed altri servizi per ogni URL nuovo o modificato.

Attraverso una console di amministrazione web-based è molto semplice gestire le creazione delle sitemap per tutti i siti presenti sul server.

Il Google Sitemap Generator è infatti disponibile come un plugin da installare sul server, sono disponibili sia la versione per Linux/Apache che per Windows/IIS.

Detto ciò non ci resta altro che provare a verificare la validità dello strumento messo a disposizione da Google per tutti i webmaster. Nel mio caso provvederò ad installarlo su di un sistema Windows Server 2003 x64.

La prima cosa da fare è scaricare lo strumento dall’apposita pagina: http://code.google.com/p/googlesitemapgenerator/downloads/list. Sempre allo stesso URL potete trovare anche i paccheti per Linux. L’installer per Windows ha una dimensione di 1.2 MB, molto contenuta quindi.

Una volta scaricato il nostro file (sitemap_win-beta1.msi) dobbiamo installarlo seguendo le istruzioni presenti alla pagina http://googlesitemapgenerator.googlecode.com/svn/trunk/doc/gsg-installation.html, anche in questo caso sempre alla stessa pagina trovate le istruzioni sia per Windows che per Linux.

Come prima cosa si deve lanciare l’eseguibile, accettare i termini della licenza e leggere l’informativa sulla privacy. Successivamente si deve scegliere se abilitare l’invio automatico della sitemap o meno, tale impostazione è modificabile anche in fase successiva. Nel mio caso l’ho abilitata scegliendo la seconda opzione.

invio automatico sitemap

Il servizio IIS a questo punto deve essere stoppato e riavviato, potete farlo fare in automatico al programma di installazione o potete farlo voi a mano scegliendo l’apposita opzione.

Scegliete quindi la directory di installazione del programma e come sempre confermate premendo next. L’installazione durerà qualche secondo ed al termine vi verrà chiesto di scegliere la password per accedere alla console di amministrazione.

Una volta inserita la password il programma avvierà una serie di servizi e quando tutti gli startup saranno completati si aprirà un finestra del browser con indirizzo http://localhost:8181 e dovreste visualizzare una avviso di installazione completata con successo. Inserite la password che avete digitato in precedenza ed avrete accesso alla Dashboard per la gestione delle sitemap dei vostri siti web. Quando selezionate uno dei siti in elenco visualizzerete lo stato del vostro sito web, ovvero quanta memoria viene utilizzata, quante sitemap sono state create e  quanti URL contengono ciascuna.

google sitemap generator dashboard

Nel mio caso il numero di URL nella sitemap è uguale a zero in quanto ho installato il tool in locale su un PC casalingo per fare un test e non su un server in produzione. Numerose sono le impostazioni che si possono settare sotto le voci “site configuration” e “sitemap types”. Nella configurazione potete aggiungere l”hostname, limitare l’uso della memoria e del numero di URL inseriti nelle sitemap, specificare a quali risorse lo strumento può accedere per generare le sitemap e decidere quali tipi di sitemap volete generare (Web, Mobile, Code Search, Blog Search).

Nella pagina “sitemap types” invece potete impostare un intervallo schedulato per la generazione delle sitemap, se ad esempio aggiornate il vostro sito più volte al giorno potreste volere rigenerarla ogni ora, se lo aggiornate raramente potete invece rigenerare la sitemap una volta alla settimana. Sempre in questa pagina potete impostare il nome del file e decidere se renderlo disponibile in formato compresso o meno. Per ogni tipologia di sitemap è possibile impostare il numerp limite di URL e la dimensione massima del file. Un’altra opzione molto utile è la possibilità di notificare ai vari motori di ricerca (Live, ASK, Yahoo! e Google) ogni volta che viene aggiornata la sitemap XML attraverso un ping.

notifica aggiornamento sitemap

Presentato lo strumento e le numerose funzionalità veniamo ora alle riflessioni personali. Prima di tutto vi devo dire che ho provato ad installarlo anche su un VPS Windows che ho con Aruba ma non c’è stato modo, a quanto pare ci sia un problema di permessi e a quanto ho letto sul gruppo di supporto per il Google Sitemap Generator più di una persona ha questo problema. Con un tecnico di Google sto vedendo se si riesce a risolvere il problema ma ad oggi non abbiamo trovato una soluzione.

A parte questo mio problema dovuto alla configurazione del server devo dire che da quel poco che ho potuto testare il locale lo strumento convince abbastanza come funzionalità e soprattutto consente di risparmiare parecchio tempo in quanto ogni volta che si modifica un sito web non bisogna più andare ad aggiornare la sitemap XML ma viene fatto in automatico. E’ abbastanza inutile per chi ha un blog in Wordpress in quanto vi sono almeno un paio di plugin che già fanno questo lavoro ma per chi ha un comune sito web o ne gestisce parecchi questo strumento può veramente rivelarsi molto utile.

Ricordatevi di registrare il vostro sito web nei vari strumenti per webmaster che i motori di ricerca mettono a disposizione e segnalare la presenza del file con la sitemap:

Google: http://www.google.com/webmasters/tools/?hl=it

MSN/Live: http://webmaster.live.com/

Yahoo!: http://siteexplorer.search.yahoo.com/

Per chi se lo chiedesse non sperate troppo che l’utilizzo del Google Sitemap Generator vi faccia guadagnare posizioni sui motori di ricerca, esso potrebbe portarvi vantaggio però nei seguenti termini:

1. Migliore indicizzazione del sito web: segnalando tutti gli URL che compongono il sito web ai vari motori è possibile che riusciate ad ottenere una indicizzazione più completa del vostro sito web, soprattutto se esso è molto complesso.

2. Più veloce indicizzazione dei nuovi contenuti: attraverso vari test è stato dimostrato che aggiornare la sitemap XML e pingare i motori di ricerca contribuisce a far indicizzare i nuovi contenuti in maniera più veloce rispetto al non farlo.

Al momento quindi non vedo controindicazioni nell’utilizzo di questro strumento, voi cosa ne pensate?

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Articoli copiati dal proprio blog: guida alla risoluzione del problema

ladro di contenuti

Partiamo innanzitutto da una considerazione: scrivere degli articoli per il proprio blog è un’operazione molto dispendiosa in termini di tempo: trovare le informazioni, documentarsi, scrivere un post con del contenuto originale, inserire video e foto sono tutte attività impegnative e che possono richiedere anche ore.

Ultimamente su alcuni dei blog che gestisco è capitato di assistere ad un fenomeno poco piacevole, i post vengono rigorosamente copiati in tutto e per tutto (immagini comprese) su altri siti. Se il copiatore è “gentile” talvolta inserisce un link alla fine del post copiato verso il post originale, ma come nel mio caso con anchor text “leggi fonte…”. In pratica si arriva ad avere il proprio articolo copiato su vari blog, senza link all’articolo originale o con un link praticamente inutile. Per chi non sa come verificare se i suoi contenuti sono stati copiati da altri ciò si può fare semplicemente utilizzando il sito Copyscape.

A quanto ho visto negli ultimi mesi sono sempre più numerosi i siti che fungono da aggregatori, ripubblicando i Feed RSS di numerosi blog che trattano di un tema specifico, la maggior parte delle volte senza chiederne l’autorizzazione ai legittimi autori.

Ora, ho visto molte discussioni di persone che credono che i copiatori facciamo manualmente un copia-incolla dei post ma poichè solitamente questi “ladri” sono abili gestiscono il tutto in maniera molto più semplice, prendono i contenuti in automatico dai Feed RSS. In questo modo pochi minuti dopo che avete pubblicato un post potreste ritrovarvelo uguale su vari altri siti. Come si sa i motori di ricerca, Google in particolare, hanno dei potenti filtri antiduplicazione del contenuto e spesso non mostrano nelle SERP i contenuti che ritengono duplicati. Il problema è ancora più grave nel caso in cui cercando ad esempio il titolo del vostro post i siti dei copiatori compaiano nelle SERP prima del vostro.

Voi spendete tempo e fatica a creare il contenuto e lui si ritrova ad avere numerosi visitatori senza aver fatto nulla.

Per porre rimedio a questo problema si possono intraprendere varie attività, vediamole nel dettaglio, facendo riferimento specifico alla più famosa piattaforma per blog: Wordpress. Vediamo prima come si può tentare di impedire la copia dei post e poi invece come cercare di sfruttare a nostro vantaggio i post copiati.

1. La prima attività che si può fare è quella di contattare colui che copia i nostri post. Talvolta basta una richiesta ferma ma educata perchè egli rimuova e non pubblichi più i vostri contenuti.

2. Se contattando il copiatore non si risolve nulla o non si degna nemmeno di rispondervi potete prendere in considerazione l’ipotesi di segnalare ai motori di ricerca che il vostro sito viene copiato, ecco i link dove poter effettuare le segnalazioni:

Google: http://www.google.com/contact/spamreport.html

Yahoo!: http://help.yahoo.com/l/us/yahoo/search/spam_abuse.html

3. Nel raro caso il copiatore non sfrutti i Feed RSS ma faccia un lavoro “grezzo” a mano potreste provare ad installare il plugin Copy Protect. Questo semplice plugin fa due funzioni:

- disabilita il click del tasto destro su vostro blog;

- disabilita la selezione del testo.

Naturalmente non aspettativi di ottenere un grande successo con questo plugin poichè uno può sempre visualizzare il sorgente HTML della pagina e copiare il testo da li, tuttavia può essere di aiuto contro gli utenti più inesperti.

4. Un’ulteriore soluzione potrebbe essere quella di visualizzare il rissunto del post nei Feed, in questo modo vi ritroverete eventualmente solo con poche righe del post originale copiato. Ritengo però tuttavia che fornire l’intero contenuto del post via RSS consenta di aumentare il numero di iscritti ai propri Feed con i vantaggi che ne derivano, quindi valutate attentamente questa possibilità.

5. Se avete la buona abitudine di inserire delle immagini nei vostri post potete utilizzare il Watermark, si tratta di inserire il vostro logo od indirizzo web nelle immagini che pubblicate. Uno strumento online che potete utilizzare per compiere quest’operazione è pickmark.

Oltre a cercare di evitare la copia degli articoli però si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di sfruttare gli articoli copiati a fini SEO, ovvero per ottenere dei backlink verso il proprio sito e conseguentemente migliorarne il posizionamento. Vediamo ora alcuni metodi che potete implementare per fare ciò.

Il primo suggerimento che vi do è quello di inserire all’interno dei vostri post link che rimandano ad altri post sempre sul vostro blog, utilizzando naturalmente degli anchor text significativi. In questo modo avrete non solo il vantaggio di far approfondire un contenuto ai vostri lettori magari aumentando la loro permanenza sul vostro sito e migliorare il posizionamento di post più datati ma potrete aumentare il numero di backlink agli stessi sfruttando i blog che ripubblicano i vostri contenuti.

Un’altra soluzione che mi sento di consigliarvi è l’utilizzo del plugin RSS Signature, come dice il nome stesso esso consente di inserire un firma HTML che compare solo nei Feed RSS, potete qui inserire ad esempio un backlink all’homepage del vostro blog. Un altro plugin simile che potreste trovare utile è Ozh’ Better Feed.

Ora però veniamo a quella che secondo me è la miglior soluzione. Dal punto di vista SEO sarebbe importante riuscire a fare in modo che l’articolo copiato linkasse all’articolo originale sul vostro sito, utilizzano magari come anchor text il titolo dell’articolo stesso, e non farebbe neanche male riuscire ad avere un backlink verso l’home page nostro blog.

Per riuscire a fare tutto ciò la soluzione che utilizzo consiste nell’editare il file feed-rss2.php contenuto all’interno della cartella wp-includes. Cercate la funzione the_content() e modificatela come segue adattando naturalmente il link e l’anchor text al vostro sito.


<content:encoded>
<![CDATA[<?php the_content() ?>
<p>
Articolo
<a href="<?php the_permalink_rss() ?>"><?php the_title_rss() ?></a>
dal blog <a href="http://www.miosito.it">Anchor Text che voglio</a>
</p>
]]>
</content:encoded>

Con il codice alla riga 5 inserite un link alla pagina del vostro articolo utilizzando come anchor text il titolo dell’articolo stesso, mentre con il codice alla riga 6 potete inserire un link verso alla vostra homepage.

In questo modo nei vostri Feed RSS verrà aggiunta una riga con i due backlink, riuscendo a sfruttare il contenuto che prima era semplicemente copiato per migliorare il posizionamento di tutti i vostri articoli. Ricordate anche di linkare all’interno dei vostri post altri articoli del vostro blog, combinando queste due tecniche dovreste vedere i vostri articoli comparire nelle SERP prima dei vostri copiatori.

Un’altra tecnica che potete utilizzare sempre a vostro vantaggio se chi vi copia utilizza l’hotlinking delle immagini è quella suggerita da Petro nell’articolo Hotlink? No, Backlink!.

E voi invece conoscete altri metodi per sfruttare chi vi copia i contenuti per migliorare il posizionamento del vostro sito?

fonte immagine

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